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Curare la rabbia per Smettere di Fumare

Smettere di fumare potrebbe essere molto più facile riuscendo a gestire la rabbia.

E’ quello che sostiene uno studio della University of California secondo il quale dei corsi per imparare a gestire la rabbia potrebbero essere un grande aiuto per riuscire a smettere di fumare.

Secondo i ricercatori, la nicotina influisce sulla parte del cervello che regola l’emotivita’. I fumatori che non riescono a smettere probabilmente accendono una sigaretta per mantenersi calmi e evitare reazioni troppo rabbiose, la nicotina contenuta nella sigaretta infatti svolge l’effetto di un tranquillante.

La coordinatrice della ricerca, Jean Gehricke sostiene che le terapie per smettere di fumare potrebbero avere maggiori risultati se contemplassero anche un allenamento a gestire la rabbia nelle situazioni che mettono a dura prova i nervi e scatenano un forte desiderio di tabacco.

Liberi dal fumo“, la serie di corsi per smettere di fumare, ripartono a Cesena da Lunedi 19 gennaio.

I corsi, organizzati in collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica, lo IOR (Istituto Oncologico Romagnolo) e la Società Italiana di Medicina Generale di Cesena, si articolano in otto incontri bisettimanali di circa 2 ore con esperti, psicologi e medici,  che aiuteranno a vincere la dipendenza dalla sigarette e smettere di fumare.

Durante il corso sono previsti un incontro con una dietista, che fornirà indicazioni di tipo comportamentale e nutrizionale e un incontro con un pneumologo, inoltre al termine del corso verranno tenuti ulteriori 3 incontri di verifica e rinforzo a distanza di 10, 15 e 30 giorni dal termine del corso.

Per ulteriori informazioni: Azienda Unità Sanitaria Locale di Cesena

Smettere di fumare: email un aiuto efficace

L’email può essere un valido aiuto per chi sta cercando di smettere di fumare.

E’ questo il risultato di una ricerca condotta dal professor Riccardo Polosa dell’Università di Catania. Si tratta di un piccolo studio, condotto su 30 persone, che ha dato risultanti importanti e confortanti per chi è alla ricerca di validi aiuti e supporti per riuscire a smettere di fumare.

Secondo la ricerca oltre un terzo delle persone seguite hanno smesso di fumare “grazie al supporto offerto dagli esperti per posta elettronica”, mentre tra coloro che non hanno smesso c’è stata comunque una forte riduzione nel consumo di sigarette, da 26 a 8 al giorno.
Le email contenevano in gran parte informazioni sui danni che il fumo provoca nell’organismo umano.

La decisione è di quelle che fa discutere: un piccolo comune nei pressi di Londra ha stabilito che i fumatori non potranno ottenere l’affido di bambini.Londra: vietato laffido a genitori fumatori per proteggere i bambini dal fumo passivo

Dal 2010 la decisione sarà noma valida e pertanto, se non in circostanze eccezionali, i genitori fumatori non potranno avere l’affidamento dei bambini.

Il comune da parte sua si impegnerà ad aiutare i genitori che lo vogliano a smettere di fumare.

La norma ha naturalmente suscitato ampie discussioni fra chi ritiene giusto proteggere i bambini dai danni provocati dal fumo passivo e chi invece la ritiene una ingiusta violazione della libertà personale.
La norma non è una novità assoluta, altre amministrazioni infatti hanno già istituito regole simili, per lo più relative all’affido di bimbi molto piccoli, anche se in questo caso si tratta di una regola molto rigida in quanto non fa differenziazioni sull’età dei bambini, puntando comunque a difenderli dai danni provocati dal fumo passivo.

Torna “Gioca a non fumare” la campagna antifumo del Moige (Movimento Italiano Genitori) che mira a sensibilizzare i ragazzi, i genitori e gli insegnanti sull’importanza della prevenzione del fumo minorile.

Circa la metà dei fumatori inizia a fumare da adolescente, sono quindi molto importanti le campagne antifumo che coinvolgono i bambini spiegando loro i rischi che comporterebbe iniziare a fumare.

La campagna si svolgerà tra novembre e dicembre e arriverà in 11 regioni italiane coinvolgendo circa 5 mila bambini.

La responsabile del progetto spiega il funzionamento della campagna antifumo: “gli operatori del Moige si recheranno nelle scuole e coinvolgeranno i bambini in un gioco interattivo, ossia in un gioco dell’oca molto speciale, un percorso che illustrerà loro importanti informazioni sui danni provocati dal fumo e che sensibilizzerà allo stesso tempo genitori e insegnanti sul tema”.
I bambini quindi giocando imparano il concetto che fumare fa male.

Il progetto è arricchito dal sito internet www.giocanonfumare.it attraverso il quale le scuole non raggiunte dalla campagna possono reperire e scaricare il materiale informativo e il tabellone del gioco della campagna.

Fra le nuove tecniche per smettere di fumare fa parlare di se la ‘Liquid Smoking’ detta anche “sigaretta da bere”.

Si tratta di una nuova bibita tutta naturale che promette di ricreare le stesse sensazioni della sigaretta: il gusto di nicotina e la sensazione di benessere che nella sigaretta è provocata dal rilascio di dopamina a causa del fumo di sigaretta.

La ‘sigaretta liquida’, nella sua lattina bianca e rossa che ricorda una nota marca di sigarette, dovrebbe arrivare in commercio entro Natale.

L’azienda olandese che produce la “sigaretta liquida” precisa che la bibita non contiene nicotina bensì un mix di radici di piante dall’effetto rilassante.

La “sigaretta liquida” dovrebbe, secondo l’azienda produttrice, rappresentare un aiuto per coloro che vogliono smettere di fumare, garantendo ai fumatori i piaceri delle sigarette, ma evitando tutti gli effetti dannosissimi del fumo di sigaretta, in realtà le associazioni di ex-fumatori pensano che il nuovo drink potrebbe essere solo uno degli innumerevoli escamotage deludenti per dire addio alle ‘bionde’ e riuscire a smettere di fumare.

Fumatori: malati a tutti gli effetti?

L’Ordine dei Medici tedesco in un parere per il mistero della salute ha sottolineato come i fumatori non debbano essere considerati esclusivamente come persone con un “problema di stile di vita”, ma sia necessario considerare queste persone come malati a tutti gli effetti.

L’Ordine tedesco dei Medici intende quindi mettere l’accento sulla difficoltà di smettere di fumare e di liberarsi della dipendenza da fumo di sigaretta che difficilmente può essere risolto con semplici discussioni di gruppo.

Considerare i fumatori degli “ammalati dipendenti” è necessario per affrontare in maniera seria il problema della dipendenza da nicotina e per fare ciò sarà discusso un nuovo piano nazionale per ridurre l’abuso di droghe, alcool e sigarette.

Il progetto prevede il divieto di pubblicizzare i prodotti da tabacco e gli alcolici e invita i medici a consigliare ai loro pazienti in modo mirato i corsi per non fumatori.

Una campagna studio promossa dal Comune di Milano, la Lega Italiana per la Lotta contro il Tumore e l’Associazione Donne dermatologhe Italiane ha confermato che smettere di fumare non solo ferma la corsa all’invecchiamento, ma riesce addirittura a far ringiovanire la pelle.

Lo studio, nato con lo scopo di valutare scientificamente i benefici estetici che si ottengono smettendo di fumare, è stato condotto facendo seguire 46 donne fumatrici per oltre un anno da un team di dermatologi, psicologi e nutrizionisti. «Smettendo di fumare non solo diminuiscono le rughe» spiega la dottoressa Riccarda Serri, che ha coordinato lo studio come dermatologa, «Migliora anche il colorito della pelle, migliora la pigmentazione e, soprattutto, aumenta dell’83% la luminosità della pelle».

Smettere di fumare è contagiosoSmettere di fumare è contagioso: è quanto emerge da uno studio di un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School e dell’University of California a San Diego che ha appena pubblicato la ricerca sul New England Journal of Medicine secondo la quale si smette di fumare condizionati da fattori sociali e culturali prima ancora che per scelta propria, ovvero la decisione di smettere di fumare di una persona influenza gruppi di persone, anche non conosciute direttamente, a prendere la stessa decisione e smettere di fumare.
La ricerca, che si è basata sullo studio delle reti sociali (social network) ovvero gruppi di persone legate da vari tipi di legami sociali come ad esempio rapporti di parentela, rapporti di lavoro, conoscenza casuale, avrebbe dimostrato che interi gruppi di persone, a volte sconosciute l’una all’altra, smettono di fumare contemporaneamente. «Così – spiega Nicholas Christakis – se c’è un cambiamento dello “spirito del tempo” nella rete sociale, come una modificazione culturale, le persone di quel gruppo adotteranno comportamenti simili».
I ricercatori hanno misurato l’importanza di questo “effetto sociale” relativamente alla decisione di smettere di fumare e hanno appurato che quando la moglie o il marito smette di fumare, la probabilità che il consorte continui a fumare diminuisce del 67 per cento; quando è un amico a farlo, la probabilità di continuare diminuisce del 36 per cento; se lo fa un collega in un piccolo gruppo di lavoro, la percentuale diventa del 34 per cento, mentre nel caso di fratelli è del 25 per cento.

E’ ormai in vendita anche in Italia la cosidetta sigaretta elettronica.

Si tratta di un marchingegno del tutto simile alla sigaretta che produce nuvole di fumo ad ogni boccata ma che non brucia e non puzza.

Si tratta in sostanza di una finta sigaretta costituita da un microchip e da un liquido che, quando viene portata alla labbra e aspirata, si trasforma in un vapore privo di odore. L’azienda produttrice assicura che la sigaretta elettronica ha lo stesso sapore della normale sigaretta grazie agli altri ingredienti.

Non si tratta quindi di un nuovo ritrovato per smettere di fumare ma piuttosto una maniera per venire incontro ai fumatori accaniti che, visto l’applicazione dei divieti di fumo, si trovano costretti spesso a uscire da pub e luoghi pubblici dove ormai è vietato fumare, per fumare una sigaretta.

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